Un francobollo per il Giubileo, sotto il segno di Giotto

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Il 24 dicembre in occasione dell’apertura dell’Anno Santo 2025 il  Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo celebrativo per l’importante ricorrenza. La vignetta scelta per l’immagine del francobollo riproduce una miniatura, una tavola acquerellata tratta dal volume Instrumenta Traslationum datata 1590 e realizzata da Giacomo Grimaldi dal titolo Papa Bonifacio VIII indice il primo Anno Santo nel 1300  e conservata presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano; qui nella sala della Pinacoteca Ambrosiana è stata allestita la mostra “Giubileo 2025 VXII Centenario del Concilio di Nicea” curata da Mons. Marco Navoni e Mons. Francesco Braschi,  che resterà aperta al pubblico fino al 17 giugno. 

La mostra è composta da due sezioni in cui sono messe in mostra opere provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana ed esposte al pubblico in via eccezionale. La prima sezione è dedicata alla nascita del Giubileo, quando nel 1300 Bonifacio VIII concesse per tutto l’anno l’indulgenza plenaria, stabilendo, in un primo tempo, la sua cadenza ogni cento anni, per poi arrivare fino al 1470, anno in cui Papa Paolo II stabilì la ricorrenza ogni venticinque anni, un modo per permettere a ogni fedele la possibilità di celebrare l’Anno Santo almeno una volta nel corso della vita. E’ in questa sezione che è stata esposta  la grande tavola acquerellata “Bonifacio VIII indice il primo Anno Santo nel 1300”, opera di Giacomo Grimaldi  che ricostruisce l’affresco di Giotto, purtroppo andato perduto, che ritrae papa Bonifacio VIII che dalla loggia di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, benedice la folla e indice il primo Anno Santo. 

L’ altra sezione è dedicata invece al  XVII Centenario del Concilio di Nicea che cade quest’anno e tra le opere esposte troviamo il prezioso “Missale Ambrosianum” un manoscritto della fine del Trecento in pergamena. Il frutto più importante del Concilio infatti fu la formulazione del Simbolo, cioè un testo che esprimesse in maniera sintetica la retta fede professata dalla Chiesa nella Trinità: in particolare il Simbolo di Nicea riconosce nel Signore Gesù Cristo il Figlio di Dio, Dio vero da Dio vero, Luce da Luce, “consustanziale” al Padre, esattamente ciò che l’eresia negava.