Le opere di Umberto Boccioni insieme agli altri protagonisti del movimento futurista come Giacomo Balla, Gino Severini, Carlo Carrà e Fortunato Depero dialogano con i vorticisti inglesi come Percy Wyndham Lewis e Christopher Nevinson, partendo dal manifesto Vital English Art del 1914 firmato Filippo Tommaso Marinetti. Fino al 3 settembre il Museo del Novecento e Palazzo Morando a Milano ospitano la mostra “Futurliberty” curata da Ester Coen con la direzione artistica di Federico Forquet per i tessuti. L’esposizione realizzata in collaborazione con Liberty ed Electa approfondisce le vicende del movimento futurista in un inedito raccordo tra pittura e arti applicate nelle due sedi dell’Area Musei d’Arte moderna e contemporanea del Comune di Milano.

Il progetto conta oltre duecento opere in due sedi. Al Museo del Novecento la mostra si sofferma sull’interdisciplinarità dei movimenti d’avanguardia. Un viaggio inedito e affascinante in otto sezioni, attraverso Futurismo e Vorticismo con opere fondamentali della collezione del Museo del Novecento, di cui quindici  importanti autori come Boccioni, Balla, Severini e Carrà, insieme ad altri prestiti provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali tra le quali MART di Rovereto, GAM di Torino, Banca d’Italia, Tate, British Council, Estorick Collection, Ben Uri Gallery and Museum, William Morris Gallery di Londra, Sainsbury Centre di Norwich, messe a confronto con i design delle collezioni Liberty.

Un approfondimento è dedicato alle architetture Liberty di Milano con la proiezione di immagini degli edifici ‘in stile’ della città. Un percorso che affianca le architetture e decorazioni con i disegni del prestigioso archivio londinese, sottolineando l’influenza stilistica dei motivi floreali e geometrici in uno stretto legame fra le due città.

Palazzo Morando celebra il Liberty, per la prima volta, dopo la mostra al V&A Museum del 1975 che ne celebrava il centenario, saranno esposti in otto sale dipinti, disegni, arazzi, stoffe, abiti, arredi, fotografie e un’ampia selezione di materiali inediti dall’archivio di Liberty, a partire dalla collaborazione con William Morris.

La mostra illustra le influenze che hanno caratterizzato il percorso di alcuni maestri, fra cui William Morris, Bernard Nevill e Federico Forquet, e le idee, che nelle diverse epoche hanno ridisegnato il futuro guardando al passato.

 

Sebastiana Gangemi

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